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Miracolo Zambia, i minatori vincono la Coppa d'Africa

Allargassimo di qualche chilometro il nostro orizzonte pallonaro scopriremmo che la notizia più sensazionale del weekend non è il Novara che vince a Milano. Perché un po' più giù, lontano dalla lente d'ingrandimento emergenziale della neve, c'è uno staterello piccolo e povero che ha vinto la Coppa d'Africa per la prima volta nella sua storia, con una rosa di sconosciuti. Contro tutte le previsioni lo Zambia ha battuto in finale la Costa d'Avorio di Drogba e dei fratelli Touré 8-7, ai rigori. Con errore decisivo proprio di Drogba.

ERA DESTINO. La finale si giocava a Libreville, dove nell'aprile del 1993 precipitò l'aereo della nazionale dei Chipolopolo, uccidendo un'intera generazione di calaciatori zambiesi. I "proiettili di rame", i Chipolopolo appunto, erano al terzo tentativo, dopo due secondi posti nel 1974 e nel 1994.

UNA SQUADRA DI MINATORI - Solo in due giocano all'estero: l'attaccante Mayuka, 22 anni, in Svizzera, e il centrocampista Lungu, 21, in Georgia. In rosa ci sono calciatori che hanno lavorato nelle miniere di rame gestite dai cinesi, per una paga di circa dieci euro mensili. Uno è Sunzu, uscito dalla miniera di Chingola, che gioca nel Mazembe, la squadra congolese che ha conteso la Coppa del mondo all'Inter. E poi c'è Lungu, scappato e finito da clandestino a 300 km da Tbilisi. O Kangwa, appena 17 anni che lavorava a Katwa, e che il ct Renard ha convocato dopo averlo visto giocare tra i dilettanti.





Fonte: Aenzia Dire - www.dire.it