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I pediatri sono pochi e, allora, meglio ridurre l'assistenza di base solo fino ai 6 anni contro gli attuali 14. La proposta e' circolata al tavolo delle Regioni, che stanno lavorando al prossimo patto per la Salute. Qualche tecnico l'ha inserita, guardando alle situazioni di territori come la Lombardia dove il pediatra e' una figura che scarseggia, soprattutto fuori dagli ambiti cittadini. E tanto e' bastato per scatenare la 'rivolta' degli specialisti che gia' da anni chiedono di aumentare i posti nelle scuole di formazione e di allungare, semmai, la copertura a 18 anni, 'come prevede l'Organizzazione mondiale della Sanita''. Il ministro Renato Balduzzi e' finito nel mirino come possibile autore della proposta, ma si e' subito smarcato: 'Il pediatra non sparira''.
Ma per tutta la settimana ha dovuto parare i colpi, insieme al suo staff, di una categoria indignata, quella dei pediatri che ora rilancia e chiede che l'assistenza, piuttosto, sia allungata a 18 anni.
'La proposta e' nata dal fatto che oggi ci sono pochi pediatri- spiega alla Dire Antonio Gallese, segretario nazionale dell'Unione nazionale pediatri, Unp- percio' si sta pensando a qualche escamotage per superare il problema. Sui pediatri e' mancata una programmazione a livello nazionale. Bisogna aumentare, o meglio raddoppiare, i posti nelle scuole di specializzazione. E rivedere il numero chiuso all'universita''.
Oggi la carenza maggiore di pediatri 'si sente soprattutto nelle aree di campagna- continua Gallese-. C'e' carenza anche in Lombardia, ma li' hanno risolto, per ora, aumentando il massimale di bambini per ciascun medico'. 'Quella proposta- insiste Giuseppe Mele, presidente della Fimp, la Federazione dei medici pediatri- e' stata comunque scritta nero su bianco dai tecnici per questo e' scattato l'allarme. La mancata programmazione del numero dei pediatri non puo' essere risolta in questo modo. Anche perche' la sofferenza si registra specificatamente in alcune regioni come Lombardia o Veneto, in altre non c'e''. Cosa fare, dunque? 'Innanzitutto bisogna aumentare i numeri dei posti nelle scuole di specializzazione- dice Mele- basandosi sul turn-over. Poi bisogna ridurre il numero di anni di specializzazione da cinque a quattro'. Un punto, quest'ultimo, su cui non tutti concordano. Per Mele, poi, va 'alzata la fascia di eta' coperta da assistenza fino ai 18 anni anche per far si' che poi non ci sia il ricorso all'ospedale. È una proposta che porteremo ai tavoli tecnici. Martedi' incontrero' il ministro e la riferiro' anche a lui'. 'Negli anni passati- si aggiunge al coro Giuseppe Raiola, coordinatore internazionale della Magam, Mediterranean and Middle East Action Group for Adolescent Medicine- si era lavorato ad una proposta di legge per innalzare la copertura dell'assistenza a 18 anni, abbassarla a 6 non ha senso. Ridurre l'assistenza e' irrazionale.A 18 anni i ragazzi non hanno ancora concluso la loro crescita sia fisica che psichica e c'e' bisogno di assistenza per loro'.
Il pediatra 'deve assistere tutti i minori dalla nascita e fino ai 18 anni- sottolinea Silvano Bertelloni, specializzato in pediatria e perfezionato in Adolescentologia, presidente della Sima, Societa' italiana di medicina dell'adolescenza- lo prevede anche la Convenzione dei diritti dell'infanzia votata all'Onu e ratificata dal nostro Parlamento.
Ma questa disposizione e' rimasta inattesa, tanto che in alcune regioni c'e' una incentivazione per chi assiste solo la fascia 0-6 anni. C'e' disomogeneita' anche nell'assistenza ospedaliera.
Ci sono ospedali dove l'assistenza pediatrica e' fino a 18 anni e altri in cui si ferma a 14 o 16. Al Nord e' diffuso il ricovero pediatrico fino a 18 anni, e' il doppio rispetto al Sud'. La proposta di ridurre l'assistenza alla fascia 0-6 anni 'ci ha lasciati molto amareggiati- chiude Marina Picca, presidente della Sicupp, la Societa' italiana delle cure primarie pediatriche-.
Questa rappresenterebbe la soluzione per la carenza di pediatri e per raggiungere un ipotetico risparmio di cui non viene specificata l'entita'. Insomma, con un breve comma, davvero poche righe, il Patto delle salute decide di sgretolare aspetti fondamentali per noi pediatri, aspetti che da anni abbiamo sostenuto e promosso. Come Societa' Scientifica dei Pediatri di Famiglia non possiamo non esprimere il nostro dissenso di fronte a queste proposte'.

I PEDIATRI DIMEZZATI - Pediatri in via d'estizione. Troppi pensionamenti e troppo poco turn over e la categoria si avvia lentamente verso il dimezzamento dei numeri. Secondo una recedente indagine della Sip, la Societa' italiana di Pediatria, dagli attuali 15.000 specialisti si rischia di passare a 8.000 nel 2025. Il numero di Pediatri di libera scelta (Pls) nel periodo 2001-2008 e' aumentato del 6,3%, passando da 7.199 a 7.649 unita'. Tutte le regioni del Centro-Nord hanno registrato un aumento, mentre nel Sud, a eccezione della Campania (+0,8%), c'e' stato un generale decremento. Quelli piu' importante in Basilicata: -8,3%. Poi sono aumentati i pensionamenti a ritmi piu' elevati e il turn-ober e' diventato sempre piu' difficile anche per i tagli al sistema.
Cosi' e' partito il ricorso all'innalzamento del limite massimo di bambini per pediatra: quello di 800 assistiti per ciascuno specialista e' stato superato in ogni regione. I valori piu' alti si registrano a Bolzano (1.463), in Piemonte (1.189), Campania (1.162), Basilicata (1.149), Friuli Venezia Giulia (1.140), Veneto (1.124), Lombardia (1.114), Marche (1.057) e Molise (1.031). Per quanto riguarda la distribuzione della rete ospedaliera pediatrica, in Italia risulta alquanto disomogenea. A livello nazionale sono presenti 501 strutture pediatriche. Le regioni che presentano il numero piu' alto di strutture sono la Lombardia (67), seguita dalla Sicilia (62), da Campania e Puglia (45), mentre i valori piu' bassi si riscontrano in Valle d'Aosta (1), nella Provincia autonoma di Trento (4), in Molise (5).

'AUMENTARE IL NUMERO' - Carenza di pediatri? La risposta e' 'l'aumento dei posti nelle scuole di specializzazione. Da anni, in media, sono 240, nel 2011 sono stati 290, una cinquantina in piu'. Il numero ideale sarebbe di 3-400 per coprire i pensionamenti dei prossimi anni. Altrimenti strutture pediatriche di eccellenza rischiano di restare senza personale'. A parlare e' il massimo esperto sulla questione, Giuseppe Saggese, coordinatore nazionale delle scuole di specializzazione in pediatria, docente ordinario all'universita' di Pisa e direttore della Clinica Pediatrica dell'universita' di Pisa. 'Rimanendo immutato negli anni il numero di specializzandi- spiega Saggese alla Dire- avremo un dimezzamento dei pediatri entro il 2026.
Andranno infatti in pensione molti pediatri di famiglia e molti ospedalieri. I posti delle scuole di specializzazione sono stati circa 240 per anni, sono saliti a 290 nel 2011, per il 2012 non si sa. Lo si decidera' fra qualche tempo, ai tavoli con il ministero della Salute e dell'Istruzione. Chiederemo piu' posti, lo facciamo da anni. Ma la risposta non sappiamo quale sara'. Servono 3-400 posti per far fronte ai futuri pensionamenti.
Soprattutto quelli dei pediatri di famiglia che usciranno presto in massa dal mercato del lavoro. I soldi non ci sono. Gia' da anni negli ospedali c'e' una carenza di queste figure. E ora guarda caso e' venuta fuori questa idea di ridurre la fascia di eta' coperta da assistenza. Oggi le strutture dedicate alla pediatria come la mia clinica hanno gia' carenza di specialisti e sara' sempre peggio, anche sul territorio. Chi si occupera' di quel 15% di ragazzini che hanno malattie croniche? Il medico di famiglia che di questi temi non sa nulla?'.

DUE DDL PER L'ASSISTENZA FINO A 18 ANNI - Assistenza pediatrica da accorciare o allungare? Secondo il Parlamento vale la seconda risposta. Sono infatti due le proposte in tal senso gia' depositate, una dell'Idv (della senatrice Carlino) e una del Pdl (Dorina Bianchi). Tutte e due in Senato.
'Abbiamo presentato un ddl per alzarne l'eta' fino ai 18 anni, cosi' come raccomandato dall'Oms- spiega la senatrice Giuliana Carlino, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione bicamerale per l'Infanzia-. Affidare la salute dei bambini ai pediatri solo fino ai 6 anni sarebbe stata una scelta sbagliata. Infatti, avrebbe ottenuto come risultato solo quello di aumentare a dismisura i ricoveri ospedalieri e il ricorso alle visite specialistiche a pagamento solo per chi se le poteva permettere.
Questa non e' solo una nostra convinzione, ne sono certi anche gli esperti che si sono riuniti recentemente a Roma per la presentazione del Libro Bianco sulla salute'. Oltre alla proposta Carlino c'e' anche un ddl depositato a maggio del 2008 dalla senatrice Dorina Bianchi, Pdl che ha lo stesso scopo. Ovvero, si legge nell'introduzione al testo, 'promuovere la correttezza e l'efficacia dell'assistenza ospedaliera e territoriale nei confronti degli adolescenti, tenuto conto che l'adolescenza costituisce una fase della vita dell'individuo in cui si compiono un processo di maturazione biologica, in rapporto a profonde modificazioni dell'assetto ormonale, e un'evoluzione del pensiero cognitivo e morale'. Per adolescenza 'si intende il periodo della vita di un individuo compreso tra i dieci e i diciotto anni di eta''.





Fonte: Agenzia Dire - www.dire.it