La realtà vista dalle torri

Sanremo del passato. Ornella Vanoni, La musica è finita

Il Festival di Sanremo del 1967 è un tabù per Internet e per tutti, come si è scritto nell'articolo sulla morte di Luigi Tenco (http://www.oggibologna.it/cultura-a-spettacolo/musica/5789-la-morte-di-luigi-tenco-unenigma-insolubile.html). L'intera edizione è stata sequestrata, quindi non è possibile vedere l'esibizione di Ornella Vanoni in questo Festival del 1967. Più leggo articoli e post su questa faccenda, più la trovo inquietante: misteri di un Paese niente affatto normale, che nasconde una quantità di scheletri nell'armadio da spaventare persino Stephen King. Sembra di entrare in un mondo parallelo di fantapolitica paranoica, eppure qualcosa che non torna c'è, se anche un innocuo filmato viene sequestrato. Quindi abbiamo scelto, forzatamente, un'altra versione della canzone, molto più recente, con Ornella Vanoni accompagnata al piano dal suo ex Gino Paoli.
In quel 1967, invece, la Vanoni era in coppia con Mario Guarnera, cantante bolognese che aveva esordito con lo pseudonimo di Papete e che proprio la Vanoni convinse a presentarsi col suo nome di battesimo. Mario Guarnera, in seguito, partecipò ancora al Festival in coppia con Little Tony (1968, Un uomo piange solo per amore) e, nel 1975, produsse 'Adriana', una canzone d'amore arrabbiata. Poi sparì dalla scena musicale ufficiale per diventare, nella discrezione della sua attività, uno dei creatori di jingle pubblicitari più famosi ( era sua la voce cantante di vari spot, tra cui la birra Heineken e Amaro Averna).
Ma la cosa più interessante di questa canzone, a parte l'indiscutibile bellezza, sono gli autori: Nicola Salerno, padre di Alberto (altro autore di grande prestigio e marito di Mara Maionchi), autore anche di Non ho l'età e altri enormi successi come Eulalia Torricelli, Tu vuò fa' l'americano, Oi Marì, O Sarracino e tante altre; Franco Califano, altro grande autore capace di grande sensibilità; per la musica, indimenticabile, abbiamo Umberto Bindi, geniale musicista penalizzato dalla sua omosessualità. In questo Paese di misteri, nel passato, convivevano le contraddizioni di un presentatore gay adulato come Nunzio Filogamo e ostracismi nei confronti di Bindi: chi capisce la logica è bravo. Filogamo è morto in una casa di riposo alla veneranda età di 99 anni, osannato e ricordato come uno dei miti di Sanremo; Bindi è morto nel 2002, a 70 anni, in povertà e con la concessione della legge Bacchelli, che gli venne riconosciuta solo un mese prima della morte.
Brutto Paese, quello che non riconosce l'ingegno dei propri artisti, anche se il terzetto degli autori prova, concretamente, che l'importante è una sintonia delle anime, non delle preferenze affettive.
Questa canzone, in ogni caso, è una delle più belle produzioni italiane degli anni '60 e, sicuramente, del Festival.. Riascoltiamola, perché è indimenticabile e, per quanto possano essere belle le canzoni di questa edizione 2012, sicuramente non saranno ricordate tra quarantacinque anni.

http://www.youtube.com/watch?v=ybgdQ1RLeeI

Per rispetto agli autori e, in particolare, ad Umberto Bindi, se ti piace questa canzone scaricala in modo legale su iTunes: costa meno di un caffè.





a cura di Danila Faenza