La realtà vista dalle torri

Sanremo del passato. Giorgia, Di sole e d’azzurro

Ricordo questa performance come una delle esibizioni più emozionanti del Festival di Sanremo. Uno scricciolo di donna, che non si capisce da dove riesca a tirare fuori tutta quella voce, accompagnata da un coro robusto ma discreto. Una canzone che è una perfetta sintesi tra testo e musica: il passaggio del ritornello ti fa proprio sentire sulla pelle un'apertura luminosa verso qualcosa di leggero e candido come la neve, ti fa respirare l'aria azzurra e tersa di una giornata in montagna, la placidità ed il silenzio di una domenica bianca e tesa verso l'anima di qualcuno che è lontano, come le cime dei monti. Brava Giorgia ma bravi anche gli autori: Mino Vergnaghi, vincitore del Festival nel 1979 con Amare che, insieme a Matteo Maggese, firma la musica. Bravo Zucchero, che ha scritto il testo ( e si sente).
Difficilissima da cantare, mette in risalto le potenzialità vocali di Giorgia e, nel 2001, si classifica al secondo posto nella graduatoria del Festival, dopo Luce di Elisa.

http://www.youtube.com/watch?v=TFSwPBzft4g&feature=related





a cura di Danila Faenza