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Sanremo del passato. Andrea Mingardi, Sogno

L'Italia è un Paese di pecoroni, questo lo sappiamo. Basta che qualcuno faccia qualcosa di eccezionale (e magari demenziale) per una volta che viene osannato per tutta la vita ma, più spesso, quello che accade è che a fronte di queste stupide esaltazioni, vengono sottovalutati talenti veri. Questo è il caso di Andrea Mingardi, cantante e cantautore di talento, che canta fuori dal coro (guai, in Italia). Voce blues, sensibilità acuta e forte ironia, rimane sempre ingiustamente ai margini ma, da autentico artista, non 'gliela dà su', proprio come i grandi, che lottano contro i mulini a vento.
La sua faccia è una faccia pulita, limpida, onesta, come se ne vedono ormai poche e, scusate il riferimento a Lombroso, ma il volto e occhi dicono tanto, non c'è niente da fare. Non lo conosco, non l'ho mai incontrato, ma mi ispira un senso di genuinità, di onestà, che ormai è difficile trovare negli occhi di chi incontriamo per strada o in una stanza. E, appunto, chi è genuino rischia tanto, al giorno d'oggi, come Mingardi spiega nella canzone 'Sfighè' (sfigato, 1977) che, a un certo punto, recita ' à san sfighè d'una sfiga che s'am casca l'usel par terra al rimbalza in d'al cul' (serve la traduzione???). Nel 1993 Mingardi partecipò al festival di Sanremo con questa canzone, 'Sogno?, scritta da lui. Bellissima e dimenticata, arrivò all'11° posto, dietro alle dimenticabili Mistero di Ruggeri (che vinse), Dietro la porta di Cristiano De Andrè (chi se la ricorda?), Gli amori diversi, lagna scritta ed eseguita da Grazia De Michele e Rossana Casale (chi se la ricorda?) e tante altre, inutili canzoni. Questa è proprio bella, Andrea, meritavi di più ma, come dice Freak Antoni, 'Se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo'.

http://www.youtube.com/watch?v=Mfa009bmXIw&feature=related





a cura di Danila Faenza