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OggiBologna

mercoledì, 22 febbraio 2012

Jukebox del passato

Jukebox del passato. Bobby Solo, Una lacrima sul viso

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Scandaloso Bobby Solo, quello del 1964 che partecipò al Festival di Sanremo: cantò in playback perché aveva mal di gola e, inoltre... era truccato!!! Tutta la stampa si scatenò a commentare il suo rimmel e quelle ciglia troppo lunghe: il sospetto tremendo dell'omosessualità si spargeva a macchia d'olio, ammantando il povero Bobby di un'aura (per l'epoca) perversa che mal si addiceva all'innocente ragazzetto.

Jukebox del passato. Fred Buscaglione, Guarda che luna

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Quando Fred (Ferdinando) Buscaglione morì, due settimane prima di questa hit parade del 20 febbraio (morì il 3 febbraio del 1960), aveva solo 38 anni (avrebbe compiuto i 39 il 23 novembre). Eppure, a guardare le foto, sembra un uomo di 50;

Sanremo del passato. Sergio Menegale, Il sorriso, il paradiso

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Canzone che quasi nessuno ricorda, scritta dall'interprete insieme a D'Errico, partecipò al Festival di Sanremo del 1971. In coppia con Menegale si esibirono i Wallace Collection, un gruppo belga in voga negli ultimi anni '60 e nei primi '70.

Sanremo del passato. Mia Martini, Almeno tu nell’universo

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1989 e Mia Martini, dopo un ostracismo durato anni, partecipa al Festival di Sanremo. Per arrivare a questo fu necessario che Renato Zero telefonasse ad Adriano Aragozzini, allora patron del Festival: finalmente Aragozzini sdoganò la Martini fregandosene di dicerie, gufi e malocchi. Grazie perché ha riportato una delle più grandi artiste italiane al suo pubblico.

Sanremo del passato. Ornella Vanoni, Eternità

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Di Bigazzi, grande paroliere scomparso il 19 gennaio scorso e Cavallaio, questa è una delle più belle canzoni italiane e, sicuramente, del Festival. Romantica, suggestiva, fu interpretata dalla Vanoni in coppia coi Camaleonti nel 1970.

Sanremo del passato. Ornella Vanoni, La musica è finita

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Il Festival di Sanremo del 1967 è un tabù per Internet e per tutti, come si è scritto nell'articolo sulla morte di Luigi Tenco (http://www.oggibologna.it/cultura-a-spettacolo/musica/5789-la-morte-di-luigi-tenco-unenigma-insolubile.html). L'intera edizione è stata sequestrata, quindi non è possibile vedere l'esibizione di Ornella Vanoni in questo Festival del 1967. Più leggo articoli e post su questa faccenda, più la trovo inquietante: misteri di un Paese niente affatto normale, che nasconde una quantità di scheletri nell'armadio da spaventare persino Stephen King.

Sanremo del passato. Giorgia, Di sole e d’azzurro

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Ricordo questa performance come una delle esibizioni più emozionanti del Festival di Sanremo. Uno scricciolo di donna, che non si capisce da dove riesca a tirare fuori tutta quella voce, accompagnata da un coro robusto ma discreto.

Sanremo del passato. Andrea Mingardi, Sogno

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L'Italia è un Paese di pecoroni, questo lo sappiamo. Basta che qualcuno faccia qualcosa di eccezionale (e magari demenziale) per una volta che viene osannato per tutta la vita ma, più spesso, quello che accade è che a fronte di queste stupide esaltazioni, vengono sottovalutati talenti veri. Questo è il caso di Andrea Mingardi, cantante e cantautore di talento, che canta fuori dal coro (guai, in Italia). Voce blues, sensibilità acuta e forte ironia, rimane sempre ingiustamente ai margini ma, da autentico artista, non 'gliela dà su', proprio come i grandi, che lottano contro i mulini a vento.

Sanremo del passato. Roberto Carlos, Un gatto nel blu

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Il grande cantautore brasiliano Roberto Carlos ha partecipato due volte al Festival di Sanremo. La prima volta, nel 1968, vinse in coppia con Sergio Endrigo con la bellissima 'Canzone per te'; la seconda, nel 1972, venne purtroppo eliminato, ma la canzone 'Un gatto nel blu' (Toto Savio e Giancarlo Bigazzi) era molto bella e, soprattutto dolcissima.

Sanremo del passato. Dalida, Ciao amore ciao

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Come spieghiamo nella rubrica Il video del giorno, non è possibile rintracciare una versione integrale di questa canzone registrata sul palco del Festival di Sanremo 1967, visto che il filmato è stato sequestrato. Il video, quindi, è tratto da Canzonissima, trasmissione cui Dalida partecipò con la canzone, dopo la morte di Luigi Tenco. La versione originale del brano fu rifiutata dalla casa discografica del cantautore, perché troppo 'politica': il testo, infatti, era ispirato alla poesia 'La spigolatrice di Sapri' di Luigi Mercantini e, sostanzialmente, era una canzone contro la guerra.

Sanremo del passato. Andrea Mirò, Notte a Praga

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Sanremo 1987, sezione Nuove proposte: debutto di una giovanissima Andrea Mirò (Roberta Mogliotti) che all'epoca aveva vent'anni e l'aria un po'spaurita di chi, per la prima volta, affronta un palcoscenico così importante.
Chitarrista e violinista, compositrice e cantautrice, col tempo ha sfoderato una grinta insospettabile, forse anche grazie alla 'gavetta' fatta come musicista nella band del suo compagno, Enrico Ruggeri.

Sanremo del passato. José Feliciano, Che sarà

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Tempi di mutamento, questi anni '70, che premiano una canzone che parla di emigrazione e non , come al solito, d'amore. E infatti si classificò al secondo posto, al Festival di Sanremo del 1971, mentre il primo vide trionfare Il cuore è uno zingaro.

Sanremo del passato. Carla Bissi (Alice), Il mio cuore se ne va

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Ecco una giovane - neanche diciottenne - di talento che, dopo Castrocaro ed altri concorsi canori minori, debuttò sul palco di Sanremo nel 1972.

Jukebox del passato. Barbra Streisand, Woman in love

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1981 e, tra l'orrenda musica degli anni '80, per fortuna, qualche eccezione c'è.

Jukebox del passato. Francesco Guccini e i Nomadi, La Canzone Del Bambino Nel Vento (Auschwitz)

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Questa è una di quelle canzoni che non finivano nella hit parade negli anni '60, perché erano scritte e cantate da persone troppo intelligenti e colte per essere prese sul serio.

Jukebox del passato. Peppino Di Capri, Addio mondo crudele

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È inutile negarlo: gli anni'60 e, in parte, i '70, vedono un'Italia musicalmente colonizzata dagli Stati Uniti.

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