La realtà vista dalle torri

Un 1° Maggio di tensione

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1° Maggio di tensione
Napolitano parla di crescita e di occupazione giovanile. Lo fa durante il tradizionale discorso del Primo Maggio, cercando d'imporre la sua visione moderata in mezzo alle polemiche che, da questa mattina, infuriano nelle piazze italiane.

Tema caldo, la necessità di far convivere riforme e spinta occupazionale. "Ora, l'imperativo per il futuro dei giovani è la crescita", ha dichiarato con voce grave, "ma questa necessità non può trascendere da connessioni e vincoli finanziari. Le misure per la crescita non possono, infatti, trascendere dal rigore".

Ha poi parlato di Monti, delle misure da lui prese, della durezza del momento storico: "Si tratta di misure che consentono il ritorno alla fiducia, ma questa deve essere consolidata. Non vedo quale alternativa ci sia, alle riforme strutturali intraprese dal governo. Anche la spesa pubblica italiana ed europea", ha aggiunto, "deve essere regolamentata, i suoi obbiettivi devono essere mirati".

Napolitano ha, infine, lanciato un appello ai rappresentanti delle forze politiche: "Siate responsabili. Basta arroccarsi sulle conquiste del passato. Ogni posizione, difensiva o nostalgica, è destinata a perdere".

Intanto, il corteo del primo maggio a Torino, si è aperto con una contestazione al sindaco Piero Fassino da parte di alcuni giovani del centro sociale Askatasuna.

Il sindaco stava muovendo i primi passi in prima fila, quando dei giovani hanno iniziato ad inveire tentando di entrare nel corteo per avvicinarsi a lui. È subito intervenuta la polizia che li ha fisicamente bloccati. È esplosa anche una bomba carta, e dopo un momento di tensione, tre giovani sono stati accompagnati in questura.

Il corteo, che vedeva in prima fila, accanto al sindaco Fassino, il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, il vicepresidente del Consiglio regionale, Roberto Placido, il consigliere regionale Giampiero Leo (unico esponente del centrodestra), è poi proseguito per via Po, diviso, praticamente, in due tronconi. Un centinaio dei giovani dei centri sociali è infatti riuscito ad infilarsi nel corteo, poco dietro le istituzioni, e un fitto cordone di agenti antisommossa si è messo davanti a loro per isolarli, pur permettendo loro di sfilare.

I contestatori hanno preso di mira, in particolar modo, il sindaco Fassino con violenti slogan contro di lui. I cittadini a lato del corteo, sotto i portici di via Po e di via Roma, in direzione piazza San Carlo, dove terminerà la manifestazione, invece hanno più volte applaudito al passaggio del sindaco Fassino.

Intanto a Rieti i sindacati in piazza. La Cisl chiede al governo di tagliare le tasse sul lavoro dipendente e pensioni perché questa è la via maestra della ripresa economica. ''Non si vedono tagli alle spese e non si vedono tagli alle tasse - ha detto il segretario generale Cisl, Raffaele Bonanni a margine della manifestazione a Rieti per il Primo Maggio - è inutile girarsi intorno, nessun governo al mondo per rilanciare l'economia carica di tasse i cittadini. Non c'è ripresa se non si interviene sui punti focali di quello che fa ricchezza''. La Cisl, oltre a chiede al governo di tagliare le tasse sul lavoro dipendente e sui redditi da pensione, chiede di sterilizzare le tasse sulla benzina, il credito di imposta per chi investe e una lotta senza quartiere all'evasione fiscale. Secondo Bonanni bisogna inoltre vendere i beni di Stato che ammonterebbero a 500 miliardi.

"Le morti sul lavoro e i suicidi sono diventati simbolo di questo anno di crisi", ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Per Angeletti della Uil "bisogna tagliare i costi della politica di 5 miliardi".





Fonte: GRR - oggiBologna.it