L'accusa degli ex: i consulenti dei vertici del partito avrebbero ricostruito una sorta di doppia gestione dei fondi. Piscitello: "Se ne sono avvantaggiati in molti". L'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, sotto inchiesta a Roma per appropriazione indebita, avrebbe costruito una contabilità parallela per sottrarre 13 milioni di euro dalla cassa del partito: questa la ricostruzione - secondo quanto scrive il Corriere della sera - fatta dai consulenti dei vertici dell'ex partito: Francesco Rutelli (ora leader dell'Api) ed Enzo Bianco (attualmente nel Pd).
Il senatore Luigi Lusi, anche lui confluito nel Pd (da cui si è auto-sospeso venerdì prima di esserne espulso), è indagato a Roma per appropriazione indebita: con l'accusa di aver trasferito sui conti di società che a lui fanno a capo 13 milioni di euro provenienti dai fondi (in gran parte rimborsi elettorali) della Margherita. I pm stanno cercando di capire come questo possa essere accaduto senza che i vertici del partito se ne accorgessero. O se qualcuno, nella Margherita fosse al corrente della sua gestione anomala.
Intanto tra gli ex della Margherita si moltiplicano le accuse reciproche. "In molti si sono avvantaggiati del modo del tutto personale in cui venivano gestiti i soldi della Margherita dopo che aveva cessato di esistere", ha detto Rino Piscitello, ora approdato all'Mpa. È uno dei firmatari di un esposto per contestare i bilanci del partito del 2009. Mentre un altro ex della Margherita, Arturo Parisi (ora al Pd), definisce Lusi "un avversario messo a guardia delle risorse del partito a garanzia del fatto che fossero spese a sostegno della presidenza Rutelli e della sua linea politica".
Fonte: City.it




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