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Riforma del lavoro, il Governo accelera. Fornero:" Si farà anche senza accordo"

La riforma del mercato del lavoro «il governo la farà con o senza accordo». Lo ha chiarito il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, alle parti sociali, nel corso del tavolo a Palazzo Chigi, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti. Con le parti sociali c'è «un dialogo» in corso, ma «il governo sa e farà di tutto per prendere il treno. E se lo facciamo insieme siamo contenti altrimenti il governo cercherà comunque di farlo», avrebbe detto il ministro.
«Saremo giudicati dagli italiani», avrebbe aggiunto la Fornero. Un riferimento «agli italiani che hanno subito esclusioni e non hanno avuto prospettive appiattendosi su precarietà e basse aspirazioni».
«Vogliamo distinguere tra flessibilità buona e cattiva, in entrata e in uscita». E «realizzare un'uniforme distribuzione delle tutele sia nei segmenti del lavoro sia nel ciclo di vita della persona», due degli obiettivi del governo sulla riforma del mercato del lavoro indicati dal ministro.
L'obiettivo complessivo è, comunque, quello di «rafforzare la posizione dei lavoratori», sottolinea. Il ministro ha parlato anche di formazione e apprendistato e del potenziamento delle politiche attive e dei servizi al lavoro. L'obiettivo complessivo, ha aggiunto, non è aiutare i lavoratori a discapito delle imprese o viceversa. Il disegno è di «grande respiro», ha infatti evidenziato, sempre secondo quanto riferito.

BERSANI: POSTO FISSO MONOTONO PER CHI CE L'HA «Il posto fisso diventa monotono quando uno ce l'ha e si può guardare intorno. Quando uno un posto fisso non ce l'ha, è desiderabile». Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, commentando le parole di Mario Monti. «Ma non leghiamo la visione delle cose a una battuta», sottolinea Bersani in riferimento alle parole di Monti. «Il pensiero di Monti, che conosco, è un pò più articolato di quella battuta».

BONANNI: MONTI NON VADA ALLO SCONTRO «Il premier non ci sfidi» e «non vada allo scontro» o «perderà l'Italia». È il messaggio che manda a Mario Monti il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, a poche ore dall'incontro tra governo e parti sociali sulla riforma del lavoro. Intervistato da Avvenire, il sindacalista sottolinea che «cancellare l'incantesimo» delle contrapposizioni cessate con l'avvento del nuovo governo «sarebbe folle, assurdo, imperdonabile» e avverte che quando si è trattato di mettere mano alle pensioni era ancora la fase «della luna di miele» ma che «un nuovo strappo non sarebbe tollerato». I mesi «che ci aspettano», sottolinea, «saranno complicati» e toccherà a Monti «capire per primo e fino in fondo l'importanza della coesione». Anche il premier, osserva «ora ha un disperato bisogno di un sindacato che lo protegga e gli faccia scudo». Peraltro, aggiunge, «una riforma del lavoro che scavalca le parti sociali sarebbe bocciata in Parlamento». Le cose, aggiunge, «si decidono insime e il governo non può pensare di mettersi di traverso tra sindacati e imprese». Tra lui, Camusso e Marcegaglia, poi, c'è «una convergenza sostanziale sugli obiettivi da raggiungere» e «una solidarietà che è una assoluta garanzia». L'articolo 18, per Bonanni «è una bandiera ideologica di circoli culturali che hanno persino influenzato l'Europa». Ma «con Marcegaglia possiamo trovare un'intesa e renderlo più funzionale accorciando i tempi sui contenziosi e facilitando l'intesa sulle questioni economiche». Quanto al Capo dello Stato, per Bonanni «non si riferiva alla Cisl» quando ha parlato di fermare conservatorismo e immobilismo: «Credo che il suo fosse un invito a superare le rigidità di un certo sindacalismo ideologico e conflittuale, ma anche un messaggio a chi è fissato che l'articolo 18 deve sparire». Ora però Napolitano «dica parole chiare e non lasci spazio a equivoci».

BOMBASSEI: GOVERNO VADA AVANTI Sarebbe meglio arrivare alla riforma del mercato del lavoro «raggiungendo l'accordo con le parti sociali» ma in caso contrario «il governo proceda», perchè serve introdurre «flessibilità in entrata e in uscita». Lo afferma in una intervista al Mattino il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, sottolineando che questa può essere «una occasione importante per dimostrare che nel nostro Paese le riforme si possono fare in tempi ragionevoli». Certo, «la sfida è impegnativa, ma l'obiettivo può essere raggiunto», tenendo presente che la «priorità assoluta - spiega Bombassei - è favorire l'occupazione, in particolare quella dei giovani» e «in questo momento, non è solo l'Italia ad avere questo problema ma è l'Europa intera che soffre». Una riforma con l'accordo delle parti sociali «sarebbe un buon risultato e un segnale incoraggiante, non solo per i mercati finanziari che guardano all'Italia ma anche per gli investitori esteri che sono certamente interessati a cogliere elementi di novità. Se poi il consenso sulla riforma non dovesse esserci credo che il Governo abbia la necessità di procedere comunque. Resto comunque ottimista: le riforme che l'Europa ci chiede sono necessarie e penso si possano trovare soluzioni utili ed equilibrate».





Fonte: Leggo.it