La realtà vista dalle torri

'small talk', Matteo Vicino

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Matteo_Vicino
Abbiamo avuto il piacere di fare la nostra small talk con Matteo Vicino, bolognese doc, regista del film Young Europe , attualmente impegnato tra Roma, la Puglia, ed altre locations, per girare il suo nuovo film 'Outing, Fidanzati per sbaglio' (ma su questo progetto lo risentiremo a fine riprese, stay tuned...)

Scrittore, regista, sceneggiatore, montatore. Se dovessi scegliere un solo ruolo, quale? Perche?
E' una domanda che mi mette in difficoltà, perchè a dire il vero credo sia un tutt'uno. Non sono il primo artista in grado di rapportarsi a più arti ottenendo la stessa riuscita. Credo che l'autore cinematografico debba essere come il direttore d'orchestra, cioè musicista di ogni strumento.

Cosa ti ha fatto capire che potevi diventare un artista nel mondo del cinema?
Per essere un regista bisogna avere qualcosa da dire. Non basta saper intrattenere. Ho un rapporto molto forte con le nuove generazioni, e credo che sia necessaria per loro una "sveglia" che l'arte può contribuire a dare.

Siamo curiosi, dove sei in questi giorni di calura estiva?
Sono sul set di Outing il mio nuovo film, con protagonisti Massimo Ghini, e i giovani Andrea Bosca e Nicolas Vaporidis, ci sarà anche la bravissima Camilla Ferranti, già mia protagonista per Young Europe e le talentuosissime Giulia Michelini e Claudia Potenza.

Il film che ti ha "cambiato la vita"?
"Purtroppo" è stato Young Europe, il mio primo lavoro. Un'ossessione durata quattro anni, con il budget di un cortometraggio abbiamo sfiorato Cannes e alla fine abbiamo portato a casa tre nomination e un premio alla regia al MIFF, Festival Internazionale del Cinema di Milano. Young Europe è un film magico che ho creato insieme alla mia produttrice esecutiva Alessia Fumo (Agenzia ShowBiz Inc) nell'ambito del Progetto Icarus, con il contributo del Ministero dell'Interno, della Polizia di Stato e  della Commissione Europea. Solo in un paese orrendo come il nostro questo film fatica a trovare una sala cinematografica. Ometto i particolari...

Un cineasta, un gruppo musicale, uno scrittore?
Adoro Charlie Kaufman, l'autore di 'Essere John Malkovich' e 'Se mi lasci ti cancello', per la musica al momento vedo solo i Muse, e di autori, ne basta uno: George Orwell.

Nelle pause da artsista, che fai? O non ci sono pause?
Sono una persona molto incostante, vorrei non fare nulla tutto il giorno, ma la vita "chiama" continuamente.

Hai un posto preferito per creare?
Il letto. Ma le idee migliori vengono per strada, mentre si corre, sotto la doccia. Sta a noi trasformare l'ispirazione e non perderla per strada.

Il tuo rapporto con la Bologna del cinema?
Pessimo. La città non si è accorta che sto girando un film che finirà in trecento sale a natale e ho "portato a casa", unico al mondo, il primo film che parla di incidenti stradali con la bellezza visiva di Young Europe. La film commission di Bologna non mi ha neanche ricevuto. Non è un caso che grandi registi abbiano lasciato la città per diventare "grandi".

Se dico instant replay?
Il giorno più bello della mia vita. 16 giugno 2005, scudetto Fortitudo, la "seconda" squadra di basket cittadina, un momento magico con un tiro da 10 metri all'ultimo secondo. Da quel momento la pallacanestro per me è un argomento chiuso, soprattutto perchè la connivenza tra tifoseria e gestioni scellerate della squadra hanno precipitato un patrimonio storico della città in ciò che vediamo ora.

L'italia ce la farà a tornare il belpaese?
La storia si ripete, e dopo ogni medio evo arriva un rinascimento. Si, l'Italia tornerà il belpaese, ma passeranno almeno quattro o cinque generazioni. E il "controllo" del sistema non dovrà vincere la sua battaglia quotidiana. Altrimenti aspettiamoci qualcosa di molto vicino a Matrix, o 1984.


Ne frattempo, Young Europe, il film che ha "sconvolto" la vita di Matteo Vicino, ha riscosso un enorme successo al Giffoni Film Festival, ha vinto il Premio Noto (consegnato da Giancarlo Giannini, NdA), e questo fine settimana, il 28 luglio, sarà presentato al Fiuggi Family Festival.





Paolo Giamatti,
oggiBologna.it