La realtà vista dalle torri

La prima pagina di Warhol

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Andy_Warhol
Andy Warhol, 'Warhol Headlines'
La mostra "Warhol: Headlines" raccoglie un importante numero di opere riunite insieme per la prima volta, in cui le numerose notizie giornalistiche vengono elevate al livello artistico .

Warhol ci vuol far capire che un fatto, anche se in se stesso sensazionale, non diventa notizia fintanto ché non è tradotto in un titolo, finché non gli viene data una forma grafica. In questa esposizione, per la prima volta, la relazione tra Warhol e i media non è analizzata attraverso icone (ritratti di celebrità o immagini pubblicitarie), ma attraverso importanti simboli linguistici.

E si apre oggi alla Gnam (Galleria Nazionale di Arte Moderna) di Roma, dove resterà in cartellone fino al 9 settembre. Ad accoglierci è una tela che ha appena compiuto il mezzo secolo di vita, la prima opera del filone degli Headlines che Warhol mise in vendita nel 1962. Immortala la prima pagina del New York Post e la notizia, urlata dal titolo «A boy for Meg», della scoperta del fidanzamento contrastato e segreto di Margaret, sorella della regina di Inghilterra. Il titolo è riprodotto negli stessi caratteri ma isolato da un grande spazio bianco; l'immagine della principessa è sostituita da un disegno, stesso trattamento riservato al faccione virato in blu di Frank Sinatra che spicca sopra la testata.

Fu un titolo del quotidiano Il Mattino, "Fate presto" ad ispirare l'opera che realizzo Andy Warhol che appartiene alla collezione d'arte contemporanea "Terrae Motus" voluta dal gallerista napoletano Lucio Amelio.

Erano le ore 19.35 del 23 novembre 1980, la terra dell'Irpinia e della Basilicata furono colpite da due scosse di terremoto del decimo grado della scala Mercalli che portarono morte e distruzione. Il quotidiano napoletano "Il Mattino" pubblicò in prima pagina un titolo "Fate presto" un grido di disperazione per sensibilizzare i soccorsi per chi era ancora vivo sotto le macerie, per chi non aveva un posto dove dormire, per chi aveva perso tutto.

Warhol trasformò quel titolo in tre grandi tele con tecnica serigrafica.

In mostra alla Galleria di Arte Moderna Contemporanea di Roma si potranno ammirare disegni risalenti alla metà degli anni cinquanta e sessanta, stampe, serigrafie e fotografie.

In collaborazione con la National Gallery of Art of Washington, Museum für Moderne Kunst, Frankfurt, The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, Pennsylvania; a cura di Molly Donovan con John J. Curley, Anthony E. Grudin, John G. Hanhardt, Calie Angell e Matt Wrbican.





Fonte: GRR





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