Due naufraghi della Costa Concordia hanno denunciato di essere stati respinti con forza per tre volte dal personale che sovrintendeva all'imbarco sulle scialuppe per far posto a dipendenti Costa.
Lo si legge nella querela presentata da sette bolognesi che viaggiavano sulla nave naufragata al Giglio per denunciare le inefficienze delle procedure di soccorso a bordo. Michelina Suriano, l'avvocato che tutela il gruppo, lo ha messo nero su bianco nella denuncia presentata ai carabinieri tre giorni fa e trasmessa per competenza dal procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini alla procura di Grosseto. Per tre volte, si legge nella querela, e da tre uscite diverse, i due passeggeri si sono "visti respingere con forza dal personale posto all'ingresso delle scialuppe".
Si trattava, hanno spiegato, di marinai di probabile origine asiatica, che si comportavano in questo modo per garantire altri appartenenti all'equipaggio di Costa. "Personale di tutti i livelli - ha spiegato l'avvocato - dal marinaio al cameriere, fino ad arrivare agli ufficiali. Passavano avanti tutti quelli che avevano una divisa, e hanno spinto indietro anziani come i miei clienti, ma anche donne e bambini".
Chi passava avanti "veniva aiutato da altri colleghi già a bordo", i quali afferrandoli per un braccio permettevano loro di salire sulla scialuppa. I sette hanno subito danni fisici e non solo materiali: uno di loro è cardiopatico, mentre una delle donne è caduta a terra e si è fatta male a schiena e coccige.
Fonte: City.it




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