La guardia forestale aveva trovato 23 cani malnutriti e malati, in condizioni sanitarie e igieniche scadenti, «murati vivi», in gabbie occluse dalle piante con appena uno sportellino per passarvi il cibo.
Così nel 2009 i cani sono stati sequestrati e affidati alle associazioni animaliste che si erano offerte di tenerli e curarli.
Finalmente ieri è iniziato il processo ai due aguzzini di quello che è stato unanimamente ribattezzato un "canile-lager". Del resto, non era nemmeno la prima volta che Gustavo Bocchini Padiglione e la convivente Francesca Chiampo, padovani 64enni, finissero sotto accusa per il modo in cui tenevano gli animali. Anche nel 2002 la polizia aveva trovato cani e gatti allevati in condizioni pessime e i due erano stati processati per maltrattamento di animali. E nell'ottobre 2009, quando gli ispettori bellunesi del Corpo Forestale dello Stato rivisitarono l'allevamento di Cordellon, località Penagol, sui monti di Mel, rimasero senza parole. Secondo uno di loro, Luca Funes, i cani erano «denutriti, con atrofie muscolari e alla colonna vertebrale per assenza di movimento, colpiti da pododermatiti, i problemi alle zampe cioè che si bruciano quando gli animali rimangono nelle feci e nelle urine. Ma la cosa più impressionante erano gli occhi, impauriti, terrorizzati, quelli erano animali che non avevano mai socializzato con nessuno».
Al processo i due aguzzini hanno rigettato le accuse. Lui si è giustificato dicendo che le sue cattive condizioni di salute non lo rendono non autosufficiente; lei ha assicurato che gli animali sono nutriti e vaccinati.
Fonte: Leggo.it




Dimensione Zero



