Bologna, 10 giu. - Far star bene le persone, soprattutto chi soffre di una malattia come la sclerosi multipla: è questo lo scopo della fondazione Hilarescere,
nata su iniziativa della Fondazione Cassa di risparmio di Bologna ormai due anni fa, che ha tracciato un proprio bilancio operativo e scientifico. Hilarescere in questi due anni ha supportato e divulgato soprattutto la ricerca sulla Ccsvi, l'insufficienza venosa cronica cerebro-spinale, un quadro clinico che sembra legato a doppio filo con la sclerosi multipla e che vede l'Università di Ferrara in prima fila, con gli importanti risultati raggiunti dell'equipe del professor Paolo Zamboni. Una scoperta che ha già fatto il giro del mondo e sta suscitando molte attese tra i malati: con un semplice intervento di chirurgia angioplastica è possibile liberare alcune occlusioni vascolari che sembrano essere tra le cause della malattia. "Avevamo fissato un obiettivo, e lo stiamo mantenendo - ha detto Fabio Roversi Monaco, presidente della Fondazione Carisbo e di Hilarescere, neonata costola della Fondazione - aiutiamo chi opera con innovazione e successo, specialmente quando troppo spesso viene ostacolato dalla mancanza di collaborazione".
E sono numerose le occasioni in cui Roversi Monaco ha voluto ricordare chi sono questi collaboratori mancati: l'Aism (Associazione italiana sclerosi multipla), assente all'incontro, e di cui ha ricordato la distanza tenuta nei confronti delle ricerche del professor Zamboni; la Regione Emilia-Romagna, che "pur ospitando questa ricerca si è poi fatta superare da Veneto, Marche e Piemonte nell'avviare un protocollo di cura ufficiale"; l'Università di Bologna, che "ha perso una grande occasione per arrivare prima, e adesso dovrà adeguarsi a Ferrara".
Anche il professor Zamboni e il dottor Salvi, neurochirurgo dell'ospedale Bellaria di Bologna, hanno parlato della loro solitudine professionale. E spiegano: "Tre fattori notevoli si intrecciano: l'attesa e l'interesse della comunità dei pazienti, il ritardo nella nostra ricerca che causa tanti viaggi della speranza in India o in Cina per supposti interventi miracolosi, e l'ostracismo di quella frangia della neurologia che non riconosce le ricerche sul Ccsvi". Il dottor Salvi ha ricordato come "tra i miei colleghi ci siano state tante menzogne sulla nostra ricerca. Per questo - continua - ciò di cui abbiamo davvero bisogno ora sono associazioni forti che sappiano dire la verità". A sostegno del lavoro di Zamboni e Salvi, anche molti studiosi stranieri come il dottor Salvatore Scalfani della New York State University, il professor Adrian Siddiqui, del Neurosurgery Center di Buffalo (Usa), i canadesi Sandy McDonald del South Medical Center di Toronto e David Koff, Università di Vancouver. Nel bilancio dei due anni di Hilarescere non è mancato il supporto di numerose realtà locali come la Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata che, coinvolgendo gli enti locali, ha fatto sì che le Marche entro la fine di giugno diventino la prima regione italiana ad avviare un protocollo di cura ufficiale.Anche dal Veneto giungono segnali di sostegno per le ricerche del professor Zamboni, grazie alla Fondazione "SMuovi la vita". Il presidente dell'onlus Sergio Dalla Verde ha ricordato le proprie conquiste: fra tutte la firma lunedì prossimo di una convenzione tra l'Asl di Vicenza e l'Università di Ferrara per poter usufruire della collaborazione del professor Zamboni. (Dires - Redattore Sociale)
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