Quattro chilometri da San Michele in Bosco a Forte Bandiera
Bologna, 14 mag. - Da San Michele in Bosco a Forte Bandiera con la garanzia di non essere inseguiti dai cani dei proprietari delle ville in collina... Il Cai apre il primo sentiero a Bologna: quattro chilometri tutti da percorrere rigorosamente a piedi (vietate le bici, ma anche i cavalli)
attraverso due parchi pubblici e una proprietà privata, grazie a una convenzione sottoscritta con il Comune di Bologna. Ci sono voluti 25 anni per inaugurare il percorso (il 'varo' è in programma per domenica mattina). Per il Club Alpino Italiano è stato un cammino veramente 'in salita' . "Abbiamo incontrato problemi molto grandi - spiega Alessandro Geri, responsabile della progettazione del sentiero - legato alla proprietà privata, ma anche di carattere culturale, visto che Bologna non è molto votata al cammino. Per risolverli ci sono voluti 25 anni e la crescita in città di molte associazioni escursionistiche". Così i proprietari dei terreni in collina "che prima ci facevano inseguire dai cani, hanno cominciato a collaborare". Sta di fatto, però, che il percorso semi-cittadino (sentiero Cai numero 902) è stato il primo ad essere ideato in Italia, ma il terzo (dopo Trento e Brescia) ad essere realizzato.
Il sentiero è semplice (il dislivello è di 250 metri) e visibile (indicato dai segnavia bianchi e rossi del Cai), si snoda per lo più nei boschi, evitando il più possibile, ma non del tutto, le strade asfaltate. Il successo dell'iniziativa dipende a questo punto dai bolognesi. Di qui l'appello di Geri: "Se sarà frequentato in maniera civile, avrà stabilità nel tempo. Altrimenti fra tre anni, allo scadere della convenzione, lo perderemo. I privati rinnoveranno gli accordi se avranno benefici e non disturbi dall'apertura del sentiero". Dunque, l'invito è a rispettare le regole: rimanendo sul tracciato segnalato, fermandosi per le soste più lunghe negli spazi appositi, evitando schiamazzi e musica ad alto volume, tendendo i cani al guinzaglio. Vietato accendere fuochi e, naturalmente abbandonare i rifiuti (nemmeno i mozziconi delle sigarette) lungo i percorsi. "Se la gente perbene popola i luoghi, non resta spazio per gli altri", sottolinea Geri. Al progetto hanno contribuito la Fondazione Villa Chigi, il Cai, Trekking Italia, Percorsi di pace, la Fondazione Carisbo (con 33.000 euro che il Club alpino si è fatto bastare ricorrendo anche all'aiuto dei volontari), la famiglia Bonaccorsi (l'unico privato per ora coinvolto nel progetto), l'Asp Irides, l'Istituto ortopedico Rizzoli, l'associazione "Il ventaglio di Orav", che ristrutturerà due edifici nella zona della fortezza bandiera e che ha prestato l'opera dei propri assistiti (persone con lieve handicap mentale) per la realizzazione del sentiero. A questo punto basta solo inerpicarsi su per la collina entrando dal giardino Remo Scoto in via Codivilla e seguendo la segnaletica (tempo di percorrenza: 1ora e mezza). "Sono entusiasta - commenta Anna Maria Cancellieri, commissario straordinario del Comune di Bologna - questo progetto è il frutto del lavoro intenso dei nostri uffici assieme ad energie pubbliche e private. Tra l'altro è uno dei miei sogni iscrivermi al Cai e passeggiare sempre". Il Club alpino, tra l'altro, ha in mente altre idee per la collina e sta pensando ad altri sentieri. "Magari una decina", conferma Geri.
Agenzia DIRE - Riproduzione riservata





