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lunedì, 06 febbraio 2012

Fiera Bologna. Minoli: brutta esperienza manageriale e umana

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L'ex AD chiude per sempre con l'Expo: pietra sopra

Con la donazione dei 100.000 euro della sua buonuscita per i restauri della Basilica di Santo Stefano, il manager Federico Minoli chiude la tormentata vicenda del suo rapporto con la Fiera di Bologna.

Poco importa, dopo mesi di tensioni, se alla fine si e' visto decurtare in modo consistente lo stipendio degli ultimi sei mesi in virtu' dell'applicazione della legge Lanzillotta sui compensi degli amministratori delle societa' partecipate dagli enti pubblici (il problema si era posto anche per il suo predecessore, Michele Porcelli, ma si era deciso in quel caso di soprassedere e conservare intatti gli oltre 300.000 della paga annuale). "Sul passato ci metto una pietra sopra, per me e' meglio non rivangare quella che e' stata una brutta esperienza manageriale e umana", dice oggi amaro, ricordando, riguardo al suo compenso, di essersi limitato ad accettare la proposta fattagli dell'expo al momento della stipula del contratto. "Ci sarebbero tante cose da dire, ma ci metto una pietra sopra", chiude Minoli, protagonista l'anno scorso, proprio in questo periodo, di un durissimo scontro con il presidente Fabio Roversi Monaco, andato avanti per diversi mesi con la minaccia di entrambi di lasciare dell'expo. Una vicenda sulla quale l'ex numero uno di Ducati, che recentemente ha investito nel settore dell'auto rilevando alcune concessionarie Mercedes, non intende tornare, permettendosi, semmai, solo alcune considerazioni sulla situazione della Fiera. "Le criticita' non sono cambiate - osserva a distanza - c'e' ancora un eccesso di spazi in Italia. C'e' poi la relazione con Milano, che deve essere gestita, e va fatto uno sforzo di marketing sul prodotto fieristico di proprieta'. Insomma, sono gli stessi problemi sui quali stavamo lavorando noi".

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